Di Henry Sodenberg non rimanevano che il colore e il taglio degli occhi. Per il resto, l’uomo dell’identikit era a tutti gli effetti un’altra persona. Dopo aver spostato sul tavolino davanti a sé il fascicolo stampato dal materiale digitale dell’MI-6 e dell’Interpol, Frank chiuse gli occhi per qualche secondo e cercò con la nuca la spalliera del piccolo divano da lettura nel quale si era sistemato dopo aver ordinato il deposito della Love for Books. Avrebbe tanto desiderato riuscire ad appisolarsi un paio d’ore, giusto il tempo necessario per cancellare la fiacchezza mentale procuratagli dall’insonnia notturna. E invece niente: più si sforzava di pensare ad altro, più il disegno elaborato dal profiler gli turbinava vorticosamente nella testa, come minuscoli pezzi di frutta all’interno di un frullatore.In oltre un decennio di carriera, Simpatia aveva elaborato la teoria secondo la quale l’abitudine a delinquere era strettamente correlata all’ambiente in cui si sviluppavano i processi evolutivi di un individuo. In origine, tanto la violenza quanto la cultura non appartengono all’insieme delle caratteristiche intrinseche che contraddistinguono l’essere umano ricordava di aver letto in un saggio di criminologia. Entrambe hanno bisogno di tempo ed esercizio per poter progredire e, nella stragrande maggioranza dei casi, la crescita dell’una tende ad inibire sensibilmente il radicarsi dell’altra.
Sfortunatamente, nel loro caso si trovavano di fronte all’eccezione che confermava la regola.
Travis Bardin aveva trascorso la sua intera infanzia nello scenario surreale offerto da una Belfast in pieno periodo di Troubles[1]. Erano gli anni in cui ogni giorno, in qualche quartiere della città, rimbombavano i colpi di fucile e il fragore delle esplosioni, mentre di notte il coprifuoco trasformava il capoluogo in una sorta di colonia fantasma. Un luogo bastardo dove chiunque, uscendo, avrebbe rischiato la pelle solo per essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. Peggio ancora se a fargli la festa fosse stato il gruppo degli Shunkill Butchers.
Da questo punto di vista, i fatti davano ragione alle ipotesi sostenute dal federale: sintetizzando, Travis apparteneva alla schiera di quei piccoli sfortunati che avevano imparato a riconoscere l’odore di bruciato e di ammoniaca prima ancora di quello dei campi in fiore. Tuttavia, l’attitudine alla violenza del giovane Bardin era da imputare soprattutto all’incessante lavoro di condizionamento ideologico portato avanti da suo padre John. Travis, infatti, era da considerarsi un vero e proprio figlio della rivolta.
John Bardin era stato uno dei fautori del Provvisorial I.R.A., quell’organizzazione paramilitare nata nel 1969 dalla scissione dell’ I.R.A. originaria in due tronconi. Acceso sostenitore della lotta armata per la liberazione dell’ULSTER, aveva fin da subito occupato una posizione di prestigio all’interno della gerarchia del nuovo collettivo e si era prodigato parecchio per istituire una serie di reparti votati alla formazione dei giovani volontari cattolici. Una mattina di fine luglio del 1978, alcuni squadroni dell’ U.V.F.[2] l’avevano sorpreso in una vecchia scuola abbandonata ad Est della contea di Tyrone mentre,
insieme ad altri militanti P.I.R.A, stava organizzando un attacco bomba ad alcuni obiettivi economici britannici. Dopo circa quattro giorni di pestaggi e torture, gli uomini dell’ U.V.F. avevano decapitato i loro ostaggi e avevano trovato il modo di far recapitare le loro teste mozzate alle rispettive famiglie. La sorte aveva voluto che fosse proprio un Travis appena dodicenne a portare dentro casa lo scatolone apparso d’improvviso davanti all’ingresso. Come c’era da aspettarsi, compiuta la maggiore età, Travis era entrato nell’organico del Comando del Nord arruolandosi nella Brigata Belfast, la più numerosa fra quelle dell’esercito irregolare repubblicano, e nel giro di pochi anni aveva bruciato tutte le tappe, diventando il più giovane Officer Commanding del Primo Battaglione. Guadagnatosi la stima di Gerry Adams, vero capo politico e mente del P.I.R.A., Bardin era riuscito a farsi scegliere come suo delfino e Adjutant General entrando a far parte dell’Army Council, l’ente direttivo generale che programmava la linea operativa dell’organizzazione. Nel 1997, quando Adams stabilì insieme alla maggioranza del Consiglio la sospensione delle azioni militari, Bardin si scontrò duramente con il suo mentore e decise di aiutare i dissidenti Campbell e Mc Kevitt nella costituzione di un nuovo nucleo di lotta continua: il Real Irish Republican Army. Con questo nuovo e più estremista braccio armato, Travis e i suoi portarono a segno alcuni dei più sanguinosi attacchi di tutto il ventennio dei Troubles. Uno su tutti, la strage dell’autobomba nell’Omagh. Agli inizi del 2000 Campbell e Mc Kevitt furono scovati e arrestati dalle forze di polizia irlandesi. Sentendosi braccato e in pericolo, Bardin decise dapprima di fuggire in Brasile e poi si trasferì negli States. Tramite alcuni contatti libici ancora attivi sul territorio statunitense, l’irlandese fu segnalato a diverse cellule terroristiche di matrice islamica e da lì diede inizio il suo lavoro di istruttore reclute e consulente nella programmazione di attacchi bomba.
Nel silenzio che avvolgeva la libreria, il trillo del campanello al piano inferiore risalì ovattato su per la lunga scalinata ad L.
Simpatia lanciò lo sguardo oltre la porta del magazzino: l’orologio sulla parete di fondo segnava le nove e mezza. Gemendo, il federale si alzò dal divanetto e si avvicinò alla rampa di gradini con passo lento. Vediamo cosa ha dimenticato stavolta zia May borbottò, mentre scendeva verso il cuore pulsante della Love for Books. Sotto la lunga serpentina di neon a sospensione che illuminava a giorno l’intero sviluppo della sala, Frank s’infilò tra le doppie file di espositori suddivise per genere. Oltre le quattro pedane centrali de gli scontatissimi, ricolme di intere pile di libri a 6 dollari e 50, si intravedeva una figura imbacuccata in un pesante cappotto invernale con cappuccio, intenta a sbirciare i titoli esposti fra i poster delle mensole che addobbavano le vetrine della libreria.
Quando la riconobbe, Simpatia si accostò all’ingresso leggermente sorpreso. «Mi sembrava di aver capito alle undici da te» esordì a voce alta dietro lo spessore del vetro.
Valery sorrise e sollevò la sinistra, mostrando un sacchetto di plastica. «Ho trovato lo Zacapa. Contento?»
Il federale scosse la testa divertito. «Brava. Allora ci vediamo tra un’oretta all’appartamento. Già che ci sei, passa per il ristorante cinese. Il fattorino di Zhong Lee sarà felice di saltare una consegna.»
«Apri subito questa porta» gracchiò inviperita la reporter, mentre Frank fingeva di salutarla, voltandogli le spalle. «Mi hai sentito? Fa un freddo cane qui fuori!»
All’interno della Love for Books aleggiava un piacevole tepore, quello che di solito zia May amava definire come l’avvolgente abbraccio della lettura. Dopo essersi guardata intorno, l’articolista individuò la nicchia in cui era incassato il guardaroba e vi si avvicinò, appendendo il suo cappotto imbottito su una delle grucce. «Più passa il tempo, più diventi stronzo, Frank» disse.... (to be continued.)[1] “I disordini” : il nome con cui si indica la cosiddetta "guerra a bassa intensità" che si è svolta tra il 1970 e il 1996 in Irlanda del Nord fra protestanti legati all’ U.K e cattolici indipendentisti. Gli effetti di tale periodo di scontri si sono allargati anche all'Inghilterra e alla Repubblica d'Irlanda e hanno causato oltre 3000 morti.
[2] Ulster Volunteer Force: organizzazione paramilitare nordirlandese antagonista dell’esercito repubblicano.
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